Movimento Politico 'Riscossa di Maddaloni' Rifare l'Italia

Marone ha fatto il primo passo, avanti con il rinnovamento di Riscossa

di Antonio Cembrola

La notizia principale che riguarda il nostro movimento e che ha animato il dibattito politico locale è stata sicuramente quella delle dimissioni da consigliere comunale del nostro rappresentante dott. Claudio Marone. Così come annunciato nel comunicato stampa, le ragioni di questa scelta vanno rintracciate nella volontà di ristrutturare il movimento e di ringiovanirlo nei suoi quadri. A sostituirlo sarà infatti il giovane Gaetano Nuzzo. Il fatto che il primo a mettere in atto questa “volontà di partito” sia stato Marone testimonia ulteriormente la modernità e l’oculatezza del nostro “padre fondatore”. A differenza delle altre compagini politiche cittadine, Riscossa di Maddaloni si dimostra movimento d’azione, di decisione, di profonda prospettiva.


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Cronaca di una sconfitta annunciata

Che periodo politico intenso: abbiamo fatto i ballottaggi, Di Maio ha abbandonato il Movimento, Grillo ha provato ad abbaiare per far tornare un pò di pecore all’ovile, Conte parla alla luna, il PD canta vittoria, Calenda pure.. e il centro destra che fa?

Andiamo con ordine: ai ballottaggi, quando si va divisi si perde (vedi Verona) e questo succede quando agli interessi della Comunità Politica cui si appartiene si antepongono interessi personali di bassa cucina. Sta diventando una caratteristica del centro-destra fallire gli appuntamenti decisivi (mi ricorda un po’ la squadra del Napoli che nei momenti topici si squaglia): ma non è solo questo importante.

Il centro sinistra, invece, sta lavorando ad un progetto politico che parte da lontano e che potrebbe portarlo alla vittoria l’anno prossimo. Seguiamone il percorso.

Mattarella: gravissima e pericolosa la sua rielezione (purtroppo grazie anche al centro destra). Rappresenta la vecchia e peggiore sinistra DC, melliflua, gattopardesca, pronta a colpire alle spalle, debole con i forti, forte con i deboli.

In primis rafforza l’alleanza con le toghe. Nonostante il marcio e la corruzione ampiamente denunciate da Palamara, da Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, silenzio assordante senza alcun imbarazzo; nell’unica seduta che ha presieduto ha avallato una nomina a Procuratore Generale sebbene un Tribunale ne avesse dichiarato la illegittimità. Sui referendum identico comportamento.

Dopo la débâcle elettorale dei grillini ha “dato ordine” a Di Maio (con la promessa di qualcosa) di mollare Conte e Grillo e di mettersi a “bacchetta” di Letta: questa scissione, con la definitiva messa all’angolo di quel che resta del M5Stelle in attesa della loro liquefazione, consentirà di recuperare Calenda (mai con Grillo) e se dovesse servire anche Renzi. Prossima mossa andare nel supermarket del Centro dove c’è tanta merce in esposizione (Mastella, Lupi, Toti, Brugnato, Carfagna, Brunetta, ecc.) ed acquistare chi è più utile alla vittoria. E dato che c’è bisogno di un po’ di tempo per amalgamare tutto, spostiamo le elezioni a Maggio anziché’ farle come da scadenza naturale a Marzo, nell’attesa potenziamo la squadra in TV (vedi Marco Damilano fallito come Direttore de “L’Espresso” e subito assunto da mamma Rai: ma non contiamo proprio niente!)

E poi via, tutti insieme appassionatamente con Draghi Premier per i prossimi cinque anni e poi Presidente della Repubblica per i prossimi sette!!

E nel Centrodestra ancora inutili discussioni su chi farà il Capo del Governo! Il problema vero è che si avverte la mancanza di un vero leader e di una classe dirigente credibile. Manca poi una strategia unica e valida per affrontare i prossimi e decisivi appuntamenti: il Cavaliere non ha più il controllo, oltre che degli sfinteri, di quella che fu Forza Italia, parla a “vanvera” e sogna una grande riscossa da lui capeggiata, che tristezza. Salvini, ottimo tattico, ma senza visione e progettualità a lungo termine; non serve più giocare tutto sull’emigrazione clandestina e sulla sicurezza: dov’è finita la flat tax! Meloni bravissima a capeggiare l’opposizione ma saprà gestire la crescita del Partito e resistere agli attacchi di stampa, Tv e social, già cominciati, sui rapporti con movimenti neofascisti europei e, solita minestra riscaldata, resistenza, leggi razziali ecc.

Berlusconi, da padre nobile, potrebbe convocare tutti i vari cespugli del Centro, compreso Renzi che è odiato e odia la sinistra, lanciando un progetto nazionale per la costruzione un moderno partito liberista e liberale, solidamente ancorato a destra, sola garanzia di una stagione di riforme (giustizia, fisco, lavoro, ecc.), e poi subito Draghi a casa e si voti ad ottobre.

03.07.2022 M

Ludi cartacei del 12 e 13. Qualche riflessione

Domenica e lunedì scorsi sono stati chiamati alle urne tutti gli italiani aventi diritto per esprimersi su cinque referendum abrogativi e tra questi nove milioni, per rinnovare i loro Sindaci ed i Consigli Comunali. Bene.

Per i quesiti referendari si è presentato un italiano su cinque, per il rinnovo delle Amministrazioni più o meno il 50%. Desolante. Peggio: preoccupante. Ancora peggio: drammatico. Prima riflessione: in Italia il referendum è solo abrogativo e la gente partecipa se avverte che il problema su cui si chiede l’opinione potrebbe riguardargli (vedi divorzio e aborto) o se, sottoposto ad un bombardamento mediatico di sciocchezze, potrebbe minare la sua salute (nucleare). Per tutto ciò che avviene fuori il perimetro della propria casa e dei propri interessi….. non gliene può fregà de meno!!!

Stupido Salvini a proporre ben cinque quesiti alcuni dei quali complessi per non dire astrusi (sono convinto che oltre il novantacinque per cento degli italiani non conosce la distinzione della separazione tra carriera e funzione dei P.M.) e a pensare che in una magnifica domenica di giugno gli italiani di cui sopra sacrificassero la gita al mare o il giro al Centro Commerciale per la Giustizia (problema che interessa solo una modesta parte dei cittadini). Ma tant’è.

Ritengo invece che il risultato del voto amministrativo sia meritevole di qualche riflessione in più.

I Cinque Stelle come ampiamente previsto stanno scomparendo e i più furbi tra loro stanno già pensando a chi genuflettersi per un posto più o meno sicuro in qualche lista. Il PD al solito canta vittoria (negli ultimi venti anni non ha mai vinto ma ha sempre governato e comandato). Buona la performance di Calenda.

Ma veniamo al dato che riguarda il Centrodestra: ovvio che vince quando va insieme, ma pare che l’incremento della Meloni non riesca a compensare la contemporanea flessione di Salvini e Berlusconi, e vince anche grazie all’apporto di liste e movimenti civici di ispirazione centrista e riformista.

Oltre agli scappati di casa di Forza Italia (Lupi, Toti, Brugnato e qualcun altro di cui sarebbe preferibile fare a meno) in questo centro riformista si sono spostati anche i Renziani, odiati dal PD, che in qualche occasione hanno dato una mano (vedi Genova): tutti insieme questi gruppuscoli possono superare il 5%. Che ne vogliamo fare? Aspettiamo che si organizzino intorno a Calenda che certamente non ci ama a gioca un’altra partita?

Personalmente sono dell’idea che il Centrodestra, oltre al falso problema della leadership, deve pensare ad allargare il proprio orizzonte politico a questo Centro e non solo (si parla con Paragone?): dopo una opportuna potatura dei tanti cespuglietti, Forza Italia (senza il vecchiume che la contraddistingue) potrebbe diventare, con una nuova classe dirigente (basta Brunetta, Gelmini, Gasparri e gli altri sepolcri imbiancati), il contenitore di tutte le forze moderate, liberali e riformiste che guardano a destra.

Viceversa il rischio è che calamitati da Calenda si organizzeranno in un “campo largo”, senza i cadaveri grillini, che in vista delle elezioni del 2023, si presenterà agli Italiani con il solito ritornello della responsabilità, dello spauracchio dell’Europa che non da i soldi ai non allineati, dell’unità contro i fascismi che ritornano: la vecchia e stantia solfa che fa presa su tanto popolo bue e, dal vecchio rischio di morire democristiani, potremmo morire post-comunisti.

C’è necessità quindi di dare una accelerata al progetto di vittoria, mandiamo a casa Draghi con tutto il codazzo. Gli Italiani sono stanchi e stufi di questo governicchio; non ha risolto alcun problema, si barcamena sia in politica economica che in politica estera. L’economia crolla, le aziende sono in crisi, il lavoro manca, la sicurezza vacilla.

Tutti a casa. Si voti in autunno con un grande progetto politico condiviso e senza dare tempo agli avversari di organizzarsi.

M.

Tracollo del M5S alle amministrative. E’ l’ora di staccare la spina al Governo Draghi

di Antonio Cembrola

La tornata elettorale del 12 giugno ha sancito due dati incontrovertibili, il primo di natura sociale, il secondo di essenza estremamente politica. La chiamata alle urne per il referendum sulla Giustizia è stato un fenomeno di diserzione civile complessiva. Anzi forse peggio, considerando che in alcuni casi la diserzione viene dettata da motivi ideologici. Gli italiani semplicemente se ne sono fregati, sia per un evidente allontanamento dei cittadini da questioni di natura politica, sia per un argomento che per molti non li tocca da vicino. Mentre però il referendum si prefigurava come un aborto dichiarato, le amministrative invece si sono dimostrate molto più sorprendenti ed inaspettate.


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Referendum 12 giugno, votare sì per una magistratura veramente libera

di Antonio Cembrola

Per uno strano scherzo (voluto e pianificato) del destino, i referendum che in Italia, soprattutto nell’ultimo trentennio, mirano a delle modifiche sostanziali degli organi dello Stato sono condannati alla stessa inevitabile fine: il fallimento. Quello del 12 giugno non si configura con una modalità diversa dai precedenti. Il periodo scelto per votare è sempre lo stesso, l’estate, quando la maggior parte degli italiani, che si contraddistinguono già per un senso civico in netta decrescita, è impegnata a godersi il sole dei litorali, oppure in feste varie, come ad esempio matrimoni, comunioni, battesimi etc.. Del resto anche la stessa comunicazione istituzionale è assente.


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La solita passerella ad Arcore. Non va bene! La Destra ha bisogno di coraggio

di Antonio Cembrola

Ci risiamo! Nuovamente, dopo il tracollo del fronte unito alle elezioni del Presidente della Repubblica, i leader del centrodestra si sono riuniti ad Arcore in vista dei prossimi impegni politici e soprattutto ad un anno dalle prossime elezioni. Ancora una volta, l’ormai claudicante cavaliere ha chiamato ed i suoi vassalli hanno risposto. Nella villa di Arcore è andata ancora una volta in scena la solita commedia buffa del centrodestra. E’ vero le posizioni al momento sulla carta sembrano divergenti, soprattutto quella della Meloni e di FdI, la più radicale da questo punto di vista, ma non si può non ipotizzare un ritorno di fiamma tra i tre partiti.


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Energia: una questione politica

di Giovanbattista Policastro

Quando guidiamo la nostra automobile presso una stazione di servizio per un rifornimento e osserviamo il prezzo maggiorato, la maggior parte degli italiani attribuirà la colpa al cattivone di turno, il Vladimiro di russa provenienza. La maggioranza degli italiani – anche se speriamo siano diventati di meno a pensarla così –  dà la colpa al signor “P.” poiché ha “cominciato” le ostilità, come se da quasi 10 anni a questa parte non sia successo nulla nel Donbass e a Majdan sia stata soltanto una festa un po’ più “movimentata” e “calorosa” del solito. A quanto pare ci siamo dimenticati che il prezzo degli idrocarburi fosse già in rialzo dalla fine del 2021, ma adesso a noi poco importa, la colpa è del signor “P.”!


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Critiche alla cabina Pnrr, opposizione e FdI senza idee

Scelte osteggiate senza visione alternativa

di Antonio Cembrola

Quello che è avvenuto nella giornata di ieri ha del paradossale. Fratelli d’Italia da un lato e sei consiglieri d’opposizione dall’altro sono intervenuti nello stesso momento sul tema della cabina di regia istituita dalla Giunta De Filippo per cercare di attrarre fondi Pnrr a Maddaloni, la cui presidenza è stata assegnata all’ex candidato a sindaco Bruno Cortese. Fratelli d’Italia accusa la scelta di Bruno Cortese a presidente e critica la decisione di puntare sul comparto della logistica per lo sviluppo del territorio. L’opposizione dall’altro lato si lamenta che la cabina di regia sia unicamente espressione della Giunta e nel suo paranoico complesso d’esclusione accusa di sentirsi tagliata fuori dalle scelte decisive


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In un mondo politico fluido, noi difendiamo le nostre idee

La visione politica a sostegno dell’azione amministrativa

di Antonio Cembrola

“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. Questa frase di Confucio, ripresa diversi secoli dopo da Mao Zedong, rappresenta in pieno il panorama della politica locale. Prendendo in prestito un’espressione tanto cara alla sinistra del ventunesimo secolo, ci troviamo in un mondo fluido, dove i confini ideologici e politici sembrano essere uno strano ricordo del passato. E’ non c’entra nulla la presenza o meno dei partiti nazionali, perché le “strane alleanze” avvengono a Roma come a Caserta e a Maddaloni. E’ così ti capita di vedere una dirigente di Fratelli d’Italia in provincia di Caserta entrare nella squadra del presidente Magliocca, moderato eletto col sostegno dei moderati.


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Maddaloni vittima degli “zozzoni”: le nostre proposte

I cittadini rispettosi diventino guardiani del nostro territorio

di Antonio Cembrola

Maddaloni continua ad essere zozza. Cumuli di rifiuti abbandonati qua e là, ingombranti e materiali particolari lasciati anche nei pressi delle chiese. Maddaloni non riesce a superare uno dei problemi endemici che la contraddistingue. Quali sono i motivi? Politica incapace, ditta reticente, operatori superficiali? No. Questi semmai sono le giustificazioni che una parte dei maddalonesi cerca di assumersi. La verità per noi è una sola: l’inciviltà. In un contesto dove le regole non vengono rispettate, dove non c’è il senso di appartenere una collettività, dove si ritiene le singole azioni non abbiano conseguenze su tutti, può anche essere preparato il piano di raccolta perfetto, può anche venire la ditta migliore del mondo, può anche essere eletto il politico più grande della nostra storia, ma la situazione non cambierà.


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