Autore: C. Marone

La “Via del Sol Levante” di Mario Vattani

di Claudio Marone

Dopo circa tre anni, ho ritrovato e riletto con piacere questo testo piacevole e profondo di Mario Vattani. E’ questi un diplomatico che ha trascorso grandissima parte della sua vita lavorativa in Giappone perché innamorato del sistema di vita nipponico ed al contempo sia politicamente che intellettualmente vicino alla posizioni della destra tradizionalista. E’ la sintesi di un viaggio in motocicletta alla ricerca non solo di elementi e fatti storici ma anche alla ricerca di quei valori spirituali e metafisici che purtroppo, in tanta parte dell’Occidente rischiano o sono già in gran parte spariti perché il loro ricordo, secondo le vigenti teorie “liquide” e politicamente corrette, deve essere cancellato in ossequio alla omologazione intellettuale e


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Cronaca di una sconfitta annunciata

Che periodo politico intenso: abbiamo fatto i ballottaggi, Di Maio ha abbandonato il Movimento, Grillo ha provato ad abbaiare per far tornare un pò di pecore all’ovile, Conte parla alla luna, il PD canta vittoria, Calenda pure.. e il centro destra che fa?

Andiamo con ordine: ai ballottaggi, quando si va divisi si perde (vedi Verona) e questo succede quando agli interessi della Comunità Politica cui si appartiene si antepongono interessi personali di bassa cucina. Sta diventando una caratteristica del centro-destra fallire gli appuntamenti decisivi (mi ricorda un po’ la squadra del Napoli che nei momenti topici si squaglia): ma non è solo questo importante.

Il centro sinistra, invece, sta lavorando ad un progetto politico che parte da lontano e che potrebbe portarlo alla vittoria l’anno prossimo. Seguiamone il percorso.

Mattarella: gravissima e pericolosa la sua rielezione (purtroppo grazie anche al centro destra). Rappresenta la vecchia e peggiore sinistra DC, melliflua, gattopardesca, pronta a colpire alle spalle, debole con i forti, forte con i deboli.

In primis rafforza l’alleanza con le toghe. Nonostante il marcio e la corruzione ampiamente denunciate da Palamara, da Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, silenzio assordante senza alcun imbarazzo; nell’unica seduta che ha presieduto ha avallato una nomina a Procuratore Generale sebbene un Tribunale ne avesse dichiarato la illegittimità. Sui referendum identico comportamento.

Dopo la débâcle elettorale dei grillini ha “dato ordine” a Di Maio (con la promessa di qualcosa) di mollare Conte e Grillo e di mettersi a “bacchetta” di Letta: questa scissione, con la definitiva messa all’angolo di quel che resta del M5Stelle in attesa della loro liquefazione, consentirà di recuperare Calenda (mai con Grillo) e se dovesse servire anche Renzi. Prossima mossa andare nel supermarket del Centro dove c’è tanta merce in esposizione (Mastella, Lupi, Toti, Brugnato, Carfagna, Brunetta, ecc.) ed acquistare chi è più utile alla vittoria. E dato che c’è bisogno di un po’ di tempo per amalgamare tutto, spostiamo le elezioni a Maggio anziché’ farle come da scadenza naturale a Marzo, nell’attesa potenziamo la squadra in TV (vedi Marco Damilano fallito come Direttore de “L’Espresso” e subito assunto da mamma Rai: ma non contiamo proprio niente!)

E poi via, tutti insieme appassionatamente con Draghi Premier per i prossimi cinque anni e poi Presidente della Repubblica per i prossimi sette!!

E nel Centrodestra ancora inutili discussioni su chi farà il Capo del Governo! Il problema vero è che si avverte la mancanza di un vero leader e di una classe dirigente credibile. Manca poi una strategia unica e valida per affrontare i prossimi e decisivi appuntamenti: il Cavaliere non ha più il controllo, oltre che degli sfinteri, di quella che fu Forza Italia, parla a “vanvera” e sogna una grande riscossa da lui capeggiata, che tristezza. Salvini, ottimo tattico, ma senza visione e progettualità a lungo termine; non serve più giocare tutto sull’emigrazione clandestina e sulla sicurezza: dov’è finita la flat tax! Meloni bravissima a capeggiare l’opposizione ma saprà gestire la crescita del Partito e resistere agli attacchi di stampa, Tv e social, già cominciati, sui rapporti con movimenti neofascisti europei e, solita minestra riscaldata, resistenza, leggi razziali ecc.

Berlusconi, da padre nobile, potrebbe convocare tutti i vari cespugli del Centro, compreso Renzi che è odiato e odia la sinistra, lanciando un progetto nazionale per la costruzione un moderno partito liberista e liberale, solidamente ancorato a destra, sola garanzia di una stagione di riforme (giustizia, fisco, lavoro, ecc.), e poi subito Draghi a casa e si voti ad ottobre.

03.07.2022 M

Ludi cartacei del 12 e 13. Qualche riflessione

Domenica e lunedì scorsi sono stati chiamati alle urne tutti gli italiani aventi diritto per esprimersi su cinque referendum abrogativi e tra questi nove milioni, per rinnovare i loro Sindaci ed i Consigli Comunali. Bene.

Per i quesiti referendari si è presentato un italiano su cinque, per il rinnovo delle Amministrazioni più o meno il 50%. Desolante. Peggio: preoccupante. Ancora peggio: drammatico. Prima riflessione: in Italia il referendum è solo abrogativo e la gente partecipa se avverte che il problema su cui si chiede l’opinione potrebbe riguardargli (vedi divorzio e aborto) o se, sottoposto ad un bombardamento mediatico di sciocchezze, potrebbe minare la sua salute (nucleare). Per tutto ciò che avviene fuori il perimetro della propria casa e dei propri interessi….. non gliene può fregà de meno!!!

Stupido Salvini a proporre ben cinque quesiti alcuni dei quali complessi per non dire astrusi (sono convinto che oltre il novantacinque per cento degli italiani non conosce la distinzione della separazione tra carriera e funzione dei P.M.) e a pensare che in una magnifica domenica di giugno gli italiani di cui sopra sacrificassero la gita al mare o il giro al Centro Commerciale per la Giustizia (problema che interessa solo una modesta parte dei cittadini). Ma tant’è.

Ritengo invece che il risultato del voto amministrativo sia meritevole di qualche riflessione in più.

I Cinque Stelle come ampiamente previsto stanno scomparendo e i più furbi tra loro stanno già pensando a chi genuflettersi per un posto più o meno sicuro in qualche lista. Il PD al solito canta vittoria (negli ultimi venti anni non ha mai vinto ma ha sempre governato e comandato). Buona la performance di Calenda.

Ma veniamo al dato che riguarda il Centrodestra: ovvio che vince quando va insieme, ma pare che l’incremento della Meloni non riesca a compensare la contemporanea flessione di Salvini e Berlusconi, e vince anche grazie all’apporto di liste e movimenti civici di ispirazione centrista e riformista.

Oltre agli scappati di casa di Forza Italia (Lupi, Toti, Brugnato e qualcun altro di cui sarebbe preferibile fare a meno) in questo centro riformista si sono spostati anche i Renziani, odiati dal PD, che in qualche occasione hanno dato una mano (vedi Genova): tutti insieme questi gruppuscoli possono superare il 5%. Che ne vogliamo fare? Aspettiamo che si organizzino intorno a Calenda che certamente non ci ama a gioca un’altra partita?

Personalmente sono dell’idea che il Centrodestra, oltre al falso problema della leadership, deve pensare ad allargare il proprio orizzonte politico a questo Centro e non solo (si parla con Paragone?): dopo una opportuna potatura dei tanti cespuglietti, Forza Italia (senza il vecchiume che la contraddistingue) potrebbe diventare, con una nuova classe dirigente (basta Brunetta, Gelmini, Gasparri e gli altri sepolcri imbiancati), il contenitore di tutte le forze moderate, liberali e riformiste che guardano a destra.

Viceversa il rischio è che calamitati da Calenda si organizzeranno in un “campo largo”, senza i cadaveri grillini, che in vista delle elezioni del 2023, si presenterà agli Italiani con il solito ritornello della responsabilità, dello spauracchio dell’Europa che non da i soldi ai non allineati, dell’unità contro i fascismi che ritornano: la vecchia e stantia solfa che fa presa su tanto popolo bue e, dal vecchio rischio di morire democristiani, potremmo morire post-comunisti.

C’è necessità quindi di dare una accelerata al progetto di vittoria, mandiamo a casa Draghi con tutto il codazzo. Gli Italiani sono stanchi e stufi di questo governicchio; non ha risolto alcun problema, si barcamena sia in politica economica che in politica estera. L’economia crolla, le aziende sono in crisi, il lavoro manca, la sicurezza vacilla.

Tutti a casa. Si voti in autunno con un grande progetto politico condiviso e senza dare tempo agli avversari di organizzarsi.

M.

“La Cappa” di Marcello Veneziani

Ho conosciuto Marcello Veneziani a Fiuggi nel gennaio del 1995, in occasione del Congresso Nazionale del MSI che portò, come volle Fini, alla creazione di Alleanza Nazionale (per la verità io fui tra i delegati che votarono contro… ma questa è un’altra storia). Avevo acquistato su una bancarella di un libraio di area un suo testo, “La rivoluzione conservatrice in Italia” e, con la scusa di farmelo autografare, mi ci intrattenni alcuni minuti per quello che fu un intenso e indimenticato scambio di idee. Ho continuato a seguire Veneziani sia nella sua prolifica attività editoriale che leggendo il suo articolo settimanale su “Panorama”; rare purtroppo le sue apparizioni televisive.


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Scontro Russia Ucraina: un po’ di chiarezza!

Da qualche giorno la disputa pluriennale tra Federazione Russa ed Ucraina è sfociata in una vera e propria guerra con invasione militare, bombe e purtroppo morti anche tra i civili.

Subito ed all’unisono si sono elevate, in tutto l’occidente, condanne senza appello all’orso russo che ancora una volta ha mostrato tutta la sua protervia, la sua volontà di sopraffazione, la sua connaturata violazione dei diritti umani e civili.

Tutti, anche il Papa, si sono schierati dalla “parte giusta della storia”.   Ebbene premesso che la Storia è maestra di vita facciamone un po’.


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Moby Dick… la Balena Bianca

Dopo una gestazione non particolarmente lunga, nella “aula sorda e grigia” di Montecitorio (che Qualcuno tempo fa avrebbe voluto trasformare in un bivacco di manipoli), è saltato fuori il nome dell’immarcescibile democristiano Mattarella riconfermato Presidente. Tutti a brindare e festeggiare chi con vera gioia (sinistra, tanti ex democristiani, grillini e magistrati), chi facendo buon viso a cattivo gioco (centrodestra), in quanto a loro dire è questa la soluzione migliore per il Paese.


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L’anno vecchio se ne va…

Il 2021 è appena trascorso e vale la pena qualche riflessione. Ci sono stati molti avvenimenti che hanno modificato alcuni equilibri internazionali e, al solito, l’Europa ha recitato un ruolo di secondo piano se non addirittura di comparsa.

In Afghanistan la guerra è finita. Meglio, le truppe di occupazione occidentali si sono ignominiosamente ritirate e gli studenti coranici, quei talebani che quando sparavano sull’Armata Rossa erano encomiabili patrioti difensori della libertà e quando hanno rivolto le armi contro i marines sono diventati terroristi tagliagole, hanno preso il potere acclamati dalla popolazione dimostrando che la “democrazia capitalista” non si esporta (su questo ci ritorneremo).


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