Basta aspettare! Subito un tavolo tecnico per il ripristino dell’Ospedale

di Antonio Cembrola

MADDALONI – Finalmente dopo due anni di pandemia ci stiamo avviando verso un ritorno alla normalità. Anche nella nostra città la situazione sembra migliorare e la vita sta riassaporando la bellezza di quella che un tempo era la nostra consuetudine. Tutto cambia, tranne una situazione che ad oggi sembra paradossale. L’ospedale di Maddaloni resta ancora tutto dedicato a centro covid. A due anni di distanza da quella adesione e disponibilità civica che il popolo maddalonese assunse nei giorni più drammatici dello scoppio della pandemia, di ripristinare l’ospedale di Maddaloni alle sue antiche e consuetudinarie funzioni non se ne parla minimamente. Mentre in altri centri ospedalieri si fanno le passerelle, si inaugurano i reparti, per la felicità di politici e cittadini, Maddaloni vede ancora il suo ospedale unicamente dedicato alla pandemia. Un’incredibile assurdità!

Solo lo scorso 19 aprile, tanto per fare un esempio, il centro covid di Boscotrecase ha riaperto alcuni reparti ordinari modificando la destinazione che lo aveva caratterizzato negli ultimi due anni. Maddaloni ancora no. Mantenere una struttura come quella del nostro ospedale, che da sempre richiama pazienti dall’intera valle di Suessola e dalle aree a ridosso della provincia di Napoli, significa creare disagi evitabili ai pazienti ed ai medici ed infermieri di altre strutture come quella di Caserta che soffre di un vero e proprio ingolfamento del proprio Pronto Soccorso. Proprio per questo, il nostro movimento “Riscossa di Maddaloni”, su iniziativa del suo coordinatore Giuseppe Vigliotta e del consigliere comunale dott. Claudio Marone, ha proposto al Direttore Generale dell’Asl di Caserta Ferdinando Russo e ai sindaci di Maddaloni, Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Valle di Maddaloni, l’urgente convocazione di un tavolo tecnico per tentare di stabilire una tabella di marcia per il rispristino delle funzioni assistenziali e di cura del Presidio Ospedaliero di Maddaloni. Nella richiesta, inoltre, il covid non scompare del tutto, ma si propone la destinazione dell’ultimo piano per la cura a questa tipologia di pazienti. Non si tratta di una lotta di parte, ma dell’esigenza di un’intera comunità che per due anni si è immolata per il bene collettivo. Crediamo che in una battaglia del genere debba essere unanime la condivisione e la partecipazione di tutte le forze politiche del consiglio comunale. Ma se anche fosse che le forze a noi alleate o contrapposte si rifiutassero di sostenerci, ebbene non avremmo alcun dubbio nel proseguire nella nostra azione. Al momento aspettiamo. Esigiamo una risposta dal Direttore Russo. E’ una questione che non può essere rimandata.

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