Cronaca di una sconfitta annunciata

Che periodo politico intenso: abbiamo fatto i ballottaggi, Di Maio ha abbandonato il Movimento, Grillo ha provato ad abbaiare per far tornare un pò di pecore all’ovile, Conte parla alla luna, il PD canta vittoria, Calenda pure.. e il centro destra che fa?

Andiamo con ordine: ai ballottaggi, quando si va divisi si perde (vedi Verona) e questo succede quando agli interessi della Comunità Politica cui si appartiene si antepongono interessi personali di bassa cucina. Sta diventando una caratteristica del centro-destra fallire gli appuntamenti decisivi (mi ricorda un po’ la squadra del Napoli che nei momenti topici si squaglia): ma non è solo questo importante.

Il centro sinistra, invece, sta lavorando ad un progetto politico che parte da lontano e che potrebbe portarlo alla vittoria l’anno prossimo. Seguiamone il percorso.

Mattarella: gravissima e pericolosa la sua rielezione (purtroppo grazie anche al centro destra). Rappresenta la vecchia e peggiore sinistra DC, melliflua, gattopardesca, pronta a colpire alle spalle, debole con i forti, forte con i deboli.

In primis rafforza l’alleanza con le toghe. Nonostante il marcio e la corruzione ampiamente denunciate da Palamara, da Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, silenzio assordante senza alcun imbarazzo; nell’unica seduta che ha presieduto ha avallato una nomina a Procuratore Generale sebbene un Tribunale ne avesse dichiarato la illegittimità. Sui referendum identico comportamento.

Dopo la débâcle elettorale dei grillini ha “dato ordine” a Di Maio (con la promessa di qualcosa) di mollare Conte e Grillo e di mettersi a “bacchetta” di Letta: questa scissione, con la definitiva messa all’angolo di quel che resta del M5Stelle in attesa della loro liquefazione, consentirà di recuperare Calenda (mai con Grillo) e se dovesse servire anche Renzi. Prossima mossa andare nel supermarket del Centro dove c’è tanta merce in esposizione (Mastella, Lupi, Toti, Brugnato, Carfagna, Brunetta, ecc.) ed acquistare chi è più utile alla vittoria. E dato che c’è bisogno di un po’ di tempo per amalgamare tutto, spostiamo le elezioni a Maggio anziché’ farle come da scadenza naturale a Marzo, nell’attesa potenziamo la squadra in TV (vedi Marco Damilano fallito come Direttore de “L’Espresso” e subito assunto da mamma Rai: ma non contiamo proprio niente!)

E poi via, tutti insieme appassionatamente con Draghi Premier per i prossimi cinque anni e poi Presidente della Repubblica per i prossimi sette!!

E nel Centrodestra ancora inutili discussioni su chi farà il Capo del Governo! Il problema vero è che si avverte la mancanza di un vero leader e di una classe dirigente credibile. Manca poi una strategia unica e valida per affrontare i prossimi e decisivi appuntamenti: il Cavaliere non ha più il controllo, oltre che degli sfinteri, di quella che fu Forza Italia, parla a “vanvera” e sogna una grande riscossa da lui capeggiata, che tristezza. Salvini, ottimo tattico, ma senza visione e progettualità a lungo termine; non serve più giocare tutto sull’emigrazione clandestina e sulla sicurezza: dov’è finita la flat tax! Meloni bravissima a capeggiare l’opposizione ma saprà gestire la crescita del Partito e resistere agli attacchi di stampa, Tv e social, già cominciati, sui rapporti con movimenti neofascisti europei e, solita minestra riscaldata, resistenza, leggi razziali ecc.

Berlusconi, da padre nobile, potrebbe convocare tutti i vari cespugli del Centro, compreso Renzi che è odiato e odia la sinistra, lanciando un progetto nazionale per la costruzione un moderno partito liberista e liberale, solidamente ancorato a destra, sola garanzia di una stagione di riforme (giustizia, fisco, lavoro, ecc.), e poi subito Draghi a casa e si voti ad ottobre.

03.07.2022 M

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