Energia: una questione politica

di Giovanbattista Policastro

Quando guidiamo la nostra automobile presso una stazione di servizio per un rifornimento e osserviamo il prezzo maggiorato, la maggior parte degli italiani attribuirà la colpa al cattivone di turno, il Vladimiro di russa provenienza. La maggioranza degli italiani – anche se speriamo siano diventati di meno a pensarla così –  dà la colpa al signor “P.” poiché ha “cominciato” le ostilità, come se da quasi 10 anni a questa parte non sia successo nulla nel Donbass e a Majdan sia stata soltanto una festa un po’ più “movimentata” e “calorosa” del solito. A quanto pare ci siamo dimenticati che il prezzo degli idrocarburi fosse già in rialzo dalla fine del 2021, ma adesso a noi poco importa, la colpa è del signor “P.”!

Gli idrocarburi in generale, così come l’energia in quanto tale – intendendola come un argomento di ampie dimensioni – sono di vitale importanza per il comparto industriale delle Nazioni. Sappiamo bene che l’Italia utilizza una grossa fetta di gas per poter “far funzionare” le industrie e permetterle di produrre i propri manufatti, quindi l’idea bizzarra del governo Draghi di diminuire le temperature dei termosifoni o aumentare quelle dei condizionatori serve sì a qualcosa, ma sono gocce nell’oceano più profondo. Serve a ben poco questa manovra, ma prendiamola comunque per buona… Se questa manovra fosse, però, parte integrante di un più ampio e strutturato sistema di prevenzione di un’eventuale diminuzione drastica di flusso da parte del signor “P.”.

Il sistema di prevenzione europeo fino ad ora, tuttavia, sono le sanzioni. Sorvoliamo decisamente sull’efficacia reale di queste ultime, considerato che “funzionano così bene” come hanno funzionato le sanzioni del 1935 da parte della Società delle Nazioni nei confronti dell’Italia, per aver aggredito l’Etiopia.

In poche parole servirebbe un progetto, un’idea, un piano di lavoro preciso e ben studiato. Per essere ancora più chiari e diretti, serve una decisione politica. L’energia in quanto tale è parte integrante della politica, non possiamo scinderle, così come tante altre questioni. Tutto è politica, e a maggior ragione, la politica tutta deve interessarsi seriamente alla suddetta faccenda.

«Se in questo paese sappiamo fare le automobili, dobbiamo saper fare anche la benzina», così affermava Enrico Mattei, il grande dirigente e fondatore dell’ENI. Ci fu volontà politica – principalmente a livello quasi personale, ma senza aver comunque un minimo di appoggio da parte della sinistra DC – nell’ostinarsi a trovare petrolio a Cortemaggiore, così come fu volontà politica quella di individuare nel cremasco un giacimento di gas naturale nel 1947. Altri giacimenti di gas sono stati trovati recentemente nel mar Adriatico, ma non possiamo – o vogliamo? – trivellare: «si deturpa l’ambiente», dicono gli ambientalisti. A quanto pare, però, le installazioni di pannelli solari su ampie zone di terra sono belle da vedere! Ancora più belle da vedere le file chilometriche di pale eoliche!

Attenzione: non siamo assolutamente contrari a priori alle energie rinnovabili, ma non possiamo pretendere di puntare solo e soltanto su di loro. Ritorna il concetto prima esposto: se le energie rinnovabili fanno parte di un piano di lavoro più ampio, sono ben accette. Perché, ad esempio, non approfittare delle biomasse, quell’energia ricavabile dagli scarti di origine organica? Avremmo un ottimo potenziale in merito, ma se ne parla troppo poco.

Guai poi a toccare il nucleare! Voi forse non lo sapete, cari lettori, ma a quanto pare in Francia sono tutti radioattivi, considerato che la Francia sfrutta l’energia nucleare per poter produrre energia elettrica di tipo domestico, soprattutto. Il nucleare ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, può e deve essere una valida alternativa per sfruttarne pienamente le funzionalità.

Di nuovo: ci vuole volontà politica in merito, ma amaramente quando osserviamo il panorama politico nazionale, nessuno sembra prendersi sul serio la responsabilità politica e, perché no, anche culturale che ne consegue.

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