La solita passerella ad Arcore. Non va bene! La Destra ha bisogno di coraggio

di Antonio Cembrola

Ci risiamo! Nuovamente, dopo il tracollo del fronte unito alle elezioni del Presidente della Repubblica, i leader del centrodestra si sono riuniti ad Arcore in vista dei prossimi impegni politici e soprattutto ad un anno dalle prossime elezioni. Ancora una volta, l’ormai claudicante cavaliere ha chiamato ed i suoi vassalli hanno risposto. Nella villa di Arcore è andata ancora una volta in scena la solita commedia buffa del centrodestra. E’ vero le posizioni al momento sulla carta sembrano divergenti, soprattutto quella della Meloni e di FdI, la più radicale da questo punto di vista, ma non si può non ipotizzare un ritorno di fiamma tra i tre partiti.

Obiettivo: le Politiche del 2023 ovviamente. Da un punto di vista strategico può anche essere la soluzione vincente, che tenta di far condividere anime diverse (moderati e sovranisti ad esempio), ma di certo a chi si rifà ad una determinata ideologia e tradizione il panorama non è dei più appetibili.

ANCORA AD ARCORE?

La solita passarella ad Arcore è diventata insopportabile soprattutto sulla base dei rapporti di forza tra i partiti. Forza Italia non rappresenta più quella forza preminente di un tempo, anzi al suo interno, come ha scritto Valerio Falerni sul Secolo d’Italia, ci sono diverse spaccature e tensioni, con una parte che sembrerebbe protendere sempre più verso Draghi. Ebbene il suo capo e fondatore Berlusconi riesce a farsi passare ancora una volta come il maestro che richiama i due alunni indisciplinati. Una consuetudine che molte volte si è ripetuta e che ha stancato.

CAMBIO DI ROTTA

Tutto ciò dimostra che urge quindi un cambio di passo, soprattutto da un partito che incarna un’ideologia ancora vivente e una tradizione curata e trasmessa. Fratelli d’Italia non può più nascondersi e soprattutto deve iniziare a prendersi delle responsabilità divenendo partito guida della coalizione. Anche la forma in questo contesto è fondamentale. Non si può vedere che un capo di un partito al 37% nei sondaggi vada a riferire la sua posizione a Berlusconi. E’ impensabile tutto ciò. Ci vuole il coraggio ovviamente. Il coraggio che un tempo non è mancato al Msi ed ad An: quello di correre da soli, convinti delle proprie idee e della propria giusta causa. Ci vuole del coraggio a lanciarsi in prima persona nelle competizioni amministrative di città importanti come Roma per esempio e di dimostrare il proprio valore. Ci vuole il coraggio di sbattere la porta in faccia ai vecchi e nuovi democristiani che al bando di tutte le alleanze troveranno sempre il modo per “convergere” su un altro fronte, venendo a patti con chiunque. E’ una scelta difficile, ma dovrà pur arrivare il momento di farla. Certo non voteremo penso mai contro il centrodestra, ma di sicuro a queste condizioni, per citare Montanelli, lo faremo turandoci il naso.

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