L’anno vecchio se ne va…

Il 2021 è appena trascorso e vale la pena qualche riflessione. Ci sono stati molti avvenimenti che hanno modificato alcuni equilibri internazionali e, al solito, l’Europa ha recitato un ruolo di secondo piano se non addirittura di comparsa.

In Afghanistan la guerra è finita. Meglio, le truppe di occupazione occidentali si sono ignominiosamente ritirate e gli studenti coranici, quei talebani che quando sparavano sull’Armata Rossa erano encomiabili patrioti difensori della libertà e quando hanno rivolto le armi contro i marines sono diventati terroristi tagliagole, hanno preso il potere acclamati dalla popolazione dimostrando che la “democrazia capitalista” non si esporta (su questo ci ritorneremo).

Negli Stati Uniti si sono finalmente accorti di avere un Presidente pressoché inutile, incapace di fronteggiare le nuove tigri economiche (India, Cina) e i vari focolai di crisi (Afghanistan, Ucraina, Israele, Africa) dimostrando la marginalità della politica estera degli USA e l’assenza della UE. Biden non ne azzecca una e, cosa ancora più grave, la Kemala Harris, salutata dalla grande stampa liberal e progressista come una seconda e migliore Hilary Clinton, ha evidenziato che l’unica dote che ha è essere una “coloured”. I democratici per esorcizzare un ritorno di Trump hanno preso esempio dagli amici italiani ed hanno iniziato una campagna giudiziaria contro “Donald” (Berlusconi docet) non avendo allo stato alcuna prospettiva politica. Sono messi male.

L’Europa è passata dalla Merkel alla Von der Leyen, personalità scialba che ha perso le elezioni a casa sua, e risponde come una soldatina alla BCE che decide quando e quanta cartamoneta deve stampare e a chi distribuirla, anzi prestarla.

Il Vaticano, sotto la guida del buon Francesco, continua in quella opera di trasformazione da Chiesa cura dello spirito e dell’anima, a patronato sociale, a ong attenta alla legalità a senso unico, alla gestione dei flussi migratori, nel rispetto di quella antica massima di teologia popolare “amano Dio e fottono il prossimo”.

E l’Italia? Cantava Stefano Rosso molti anni fa “.. e con la scusa della crisi e dl consumo qui ci amministrano le nascite ed il fumo”. Oggi con la scusa del Covid oltre ad aver limitato tutta una serie di libertà individuali e sostanzialmente abrogato il diritto alla privacy, i soliti tecnocrati hanno di fatto bloccato la nostra democrazia partecipativa infischiandosene della Costituzione (dove sono i difensori della Costituzione più bella del mondo!!!).

Il salvifico Draghi sta mostrando la corda e dà l’impressione di voler scappare al Quirinale. Mattarella ha preso cappello. I Parlamentari sono incollati a poltrone e privilegi che non vogliono perdere.

La stampa liberal si affanna a cercare un candidato Presidente rispolverando Amato, Casini, Bonino, Prodi….. Si intravedono degli zombi sullo sfondo (D’Alema, Bersani, …).

E il centro destra?  Berlusconi, ormai patetico, insegue un sogno proibito cullato dal suo cerchio magico pronto a spillargli chissà che altro. Salvini e Meloni non vogliono dargli la sveglia e proporre un Presidente che possa rappresentare la maggioranza degli italiani e condurli alle elezioni anticipate senza i ricatti di poltronisti e di tecnocrati.

C’è bisogno di idee chiare e decisione per perseguire gli obiettivi preposti. Allo stato non ci sembra che la classe dirigente del centrodestra ne abbia. Speriamo di essere cattivi profeti.

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