Moby Dick… la Balena Bianca

Dopo una gestazione non particolarmente lunga, nella “aula sorda e grigia” di Montecitorio (che Qualcuno tempo fa avrebbe voluto trasformare in un bivacco di manipoli), è saltato fuori il nome dell’immarcescibile democristiano Mattarella riconfermato Presidente. Tutti a brindare e festeggiare chi con vera gioia (sinistra, tanti ex democristiani, grillini e magistrati), chi facendo buon viso a cattivo gioco (centrodestra), in quanto a loro dire è questa la soluzione migliore per il Paese.

Non sono d’accordo e cerco di spiegarne le ragioni.

In primis ritengo Mattarella un personaggio incolore, cresciuto all’ombra del fratello Piersanti, ammazzato dalla mafia (mai capito bene perché) che, con quella testa incassata nelle spalle e il suo essere incolore e mai decisivo, mi ricorda quei ragazzi che, al tempo delle feste danzanti in casa, tipiche dei miei anni giovanili, erano destinati a fare tappezzeria o, nel migliore dei casi, a cambiare i 45 giri dal giradischi.

Come Presidente, aldilà delle tante visite istituzionali fatte nei sette anni di mandato, non mi sembra di ricordare nessun discorso o intervento che abbia lasciato, non dico il segno, ma almeno un labile ricordo; da Capo della Magistratura, nonostante il marcio, il fetore e gli scandali emersi in modo inconfutabile nell’ultimo periodo, non ha mai assunto una posizione chiara e decisa per garantire il rispetto sia delle regole, che dei tanti cittadini  trattati, da una parte della magistratura, eufemisticamente, come figli di un dio minore.

E allora perché Mattarella. Premesso che gran parte dei parlamentari, baciati la volta scorsa da un colpo di fortuna elettorale, difendono con i denti lo scranno, le prebende, la pensione (scatta al compimento dei 4 anni e 6 mesi di legislatura), i rimborsi e lo stipendio (ballano circa 200.000 euro) e la trincea difensiva era Mattarella; che la sinistra ed i grillini non avevano lo straccio di un nome spendibile (ma come era possibile proporre Amato o Casini!!); il centro destra al solito, ha dimostrato in questa partita tutta la impreparazione, il pressapochismo, l’incapacità, il dilettantismo, l’assenza di leadership, cose che si pagano quando si vuole fare politica a certi livelli.

Che senso ha avuto la candidatura dell’ormai patetico Berlusconi che avrebbe dovuto chiedere il voto a tanti ex amici da lui cacciati da Forza Italia (Toti, Lupi, Quagliariello, Brugnato, Cesa…) e allo stesso Renzi (sempre lucido) a cui aveva affossato il governo, insieme al Patto del Nazzareno, bocciandogli il referendum.

Che senso ha avuto sottoporre ai nemici (non avversari) della sinistra triplette di nomi immancabilmente bocciati senza alcuna motivazione; che senso ha avuto mandare allo sbaraglio la Presidente del Senato, impallinata dai tanti ex forzisti (solo per contarsi?); che senso ha avuto la telefonata dal letto del S. Raffaele per ordinare ai suoi il voto a Mattarella se non quello di sputtanare la sua stessa classe dirigente e quelli che dovrebbero essere gli alleati di domani.

Perché non puntare su un nome forte (la stessa Casellati o meglio la Moratti) sin dalla prima votazione e ad oltranza, “convincendo” in tal modo gli scappati di casa grillini ed i tanti peones che affollano il Parlamento, che quella Presidente avrebbe garantito la prosecuzione del governo Draghi salvando così stipendi e annessi.

Mi auguro che questa lezione possa servire al centro destra ad aprire una profonda riflessione ed un sereno dibattito al suo interno.

Penso che sia finita l’era dei padri padroni dei Partiti, anche perché molti di essi hanno più volte dimostrato la propria insufficienza. C’è necessità e l’urgenza di aprire una stagione Congressuale, con tutte le precauzioni sanitarie, che debba servire ad ascoltare la “pancia” dei sostenitori e dei tanti elettori, e a ridefinire i ruoli, gli organigrammi, le regole, il progetto politico e, perché no, le alleanze e strategie future.

La pandemia non è vero che ha determinato cambiamenti epocali; tutte chiacchiere. La politica è sempre una battaglia di idee e progetti ma anche di strategie, alleanze, mediazioni, schermaglie e quanto altro possa servire ad imporre la propria Idea di Stato e di visione del futuro.

Ma dato che le anche le migliori idee, come diceva Pound, camminano con le gambe degli uomini c’è necessità di trovare uomini con le gambe adatte. Ci sono, basta cercarli.

Per favore… non fatemi morire democristiano.   Alla prossima.

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