Tracollo del M5S alle amministrative. E’ l’ora di staccare la spina al Governo Draghi

Un dato evidente per tutto: il tracollo del Movimento 5 Stelle. I grillini, che in alcuni casi si sono appoggiati a coalizioni con il Pd, sono al di sotto, e non di poco, al 10%. Il dato migliore è quello di Palermo dove i pentastellati sono al 7,6%. A Genova, patria del fondatore Grillo, sono al 4,4% fino ad arrivare all’increscioso ed umiliante 0,71% raccolto a L’Aquila. E’ il sintomo di un partito che non ha più l’appoggio della maggioranza degli italiani. L’attuale Parlamento quindi e lo stesso Governo non sono più dunque lo specchio della fisionomia politica degli italiani. E’ impensabile continuare ad essere governati da forze politiche che non rispecchiano più una parte consistente del paese. Il passo immediatamente successivo è quello di staccare la spina al Governo Draghi con Lega e Forza Italia che dovrebbero abbandonare il sostegno al banchiere atlantista. Non si può più mantenere un Governo che non brilla né per carisma né per risultati raggiunti. Sembra quasi un’amministrazione straordinaria di uno dei tanti comuni italiani. Si va avanti con l’ordinario. In politica interna si fa quello che l’Europa ordina e dispone, in politica estera l’atlantismo sembra essere ormai un dogma che non si vuole lasciare. A questo si collega quindi, dopo domenica scorsa, il dato elettorale che esplica un terreno ormai fecondo per un cambio di passo, perché no, anche anticipato. Su questa posizione il centrodestra dovrebbe trovare nuovo vigore e spunto d’azione comune, fermo restando che, non solo per motivazioni basate su percentuali elettorali, ma anche per una coerenza di percorso politico, la guida dovrebbe andare a Fratelli d’Italia e quindi alla Meloni. A questo punto sorge spontanea la domanda: il Carroccio e il Cavaliere avranno la forza di assumersi questa responsabilità e abbandonare una poltrona che per troppo tempo li ha tenuti legati al binomio giallo-rosso? Su questo abbiamo i nostri dubbi.

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